Convertire file wmv to avi con Ubuntu Linux

16 Febbraio, 2010

Brevissimo promemoria per ricordare i passaggi da effettuare per convertire i file WMV in AVI utilizzando Ubuntu, attraverso semplici comandi da Shell.

Usando Mencoder (Consigliato)

Installare mencoder
sudo apt-get install mencoder

Comando per la conversione da Terminale
mencoder file1.wmv -ofps 23.976 -ovc lavc -oac copy -o file2.avi

File1.wmv è la sorgente, file2.avi è il risultato che si vuole ottenere

Con FFMPEG (meno consigliato)
Per comodità inserisco anche il comando per fare la conversione tramite ffmpeg da terminale, anche se la qualità di conversione risulta essere molto più bassa (ma la dimensione del file di risultato è molto inferiore, se serve di portare fuori file più leggeri)

ffmpeg -i file1.wmv file2.avi

FFmpeg è comunque pieno di possibili settaggi aggiuntivi, non finisce certo così, ma non è così semplice da utilizzare.

Per utilizzare FFmpeg in maniera semplice e tramite interfaccia grafica si può quindi utilizzare WinFF scaricabile liberamente da qui oppure tramite synaptic

sudo apt-get install winff

E potrete comodamente inserire i files da convertire - supporta anche l’inserimento di più files contemporaneamente - e convertirli nei formati principali.

Un nome alle cose

8 Marzo, 2009

Questa cosa del Premium Publisher Network che riunisce sotto lo stesso tetto - consorzio - L’Editrice La Stampa, RCS Mediagroup ed il Gruppo Editoriale L’Espresso, notoriamente su versanti informativi ben distinti se non oppositivi, ha un nome semplice semplice e si chiama Cartello.

E come tale lede e viola le norme sulla concorrenza. Non c’è da dire altro.

Il valore dell’idea creativa

16 Settembre, 2008

In tema di pubblicità mi sono imbattuto nella lettura di alcune polemiche scaturite all’interno dell’ADVCamp tenutosi a Riva del Garda assieme a quella genialata della Blogfest organizzata da Macchianera e compagnia cantante. Una grande orgia collettiva di vicendevoli marchette, più interessante dal lato antropologico e psico-sociale che dal lato marketing.

Detto ciò, si scatena una ridicola diatriba sulle parole espresse da Vicky Gitto, direttore creativo di DDB, durante un intervento intitolato “Non chiedermi quale sarà il futuro della pubblicità”.

Gitto afferma un concetto pubblicitario banale, controverso ed anche un po’ vecchiotto ossia che “indipendentemente dal valore etico e morale” - “l’attentato di Bin Laden è “un’idea della madonna” con un “tasso di creatività altissimo”, ““hanno avuto una grande idea!” - “hanno cambiato la storia dell’umanità semplicemente con un’idea”. - “ho identificato un obiettivo, voglio raggiungerlo, come faccio a raggiungerlo, riuscendo a ottenere la pressione media che questa gente è riuscita a ottenere senza spendere una lira”

Insomma, a livello creativo/mediatico l’attentato alle Torri Gemelle ha avuto un impatto fortissimo sulla percezione delle persone, sull’economia, ma soprattutto sugli obiettivi prefissatisi dai terroristi. Un gruppo terroristico per farsi notare non può certamente tirare una bombetta o una scoreggetta. No?

No.

Tralasciando le questioni pseudo-complottiste sull’attentato dell’11 Settembre (sono stati i terroristi? è stato il governo USA? sono questioni politiche di cui si dovrebbe parlare di là) il signor Gitto parla della questione tralasciando questioni etiche, ideologiche ed ogni qualsiasi sentimento di sensibilità. I famigliari delle vittime cosa dovrebbero pensare di uno che definisce l’attentato di Bin Laden “un’idea della madonna” ? (Tanto più che c’è di mezzo una questione religiosa, diciamo che la metafora della madonna è quantomeno fuoriluogo).

Risulta evidente che l’obiettivo di Gitto era quella di puntare il più alto possibile, in un discorso di paradossi ed estremizzazioni che sono nella natura dei processi creativi odierni. C’è poco da scandalizzarsi nel merito, semmai sul metodo. Ed infatti mi trovo assolutamente concorde con Maurizio Goetz di Marketing Usabile che cita:

La creatività in ambito pubblicitario è un mezzo utilizzato per raggiungere uno scopo. Senza creatività un messaggio di qualunque genere, non arriva a destinazione, ma il fine ultimo della comunicazione è quello di “creare valore” non solo notorietà .

Insomma, la nostra creatività non ha alcun bisogno di appellarsi ad esempi così altisonanti e terribili per poter avere terreni di comprensione condivisi. Non possiamo porre sullo stesso livello un piano di guerrilla marketing con un piano di guerrilla e basta.

Ma non è sicuramente questo uno degli esempi peggiori di ciò che c’è dietro una comunicazione ben riuscita. Penso a Nike, Coca-Cola, Mc-Donalds e tutto ciò che c’è dietro una strategia comunicativa incentrata sul brand, ma che si sgonfia davanti ad un occhio attento alle vicende internazionali legate allo sfruttamento minorile, corruzione, omicidi e diritti sindacali calpestati.

Sono andato un po’ oltre. E come al solito, da queste parti, la questione etica prevale su quella commerciale.

Leggere e convertire files .Lit su Ubuntu in maniera semplice

9 Settembre, 2008

I files .Lit, per chi non lo sapesse, sono i file per E-book leggibili su Windows tramite il software Microsoft Reader. Ma se volessimo leggere i file .Lit in Ubuntu Linux?

Attualmente non esistono ancora supporti per leggere direttamente i files .Lit sotto Ubuntu per cui è necessario aggirare la problematica in un altro modo: ossia convertendoli. Ecco la spiegazione di come ho fatto io in maniera semplice e veloce.

Allo scopo ci viene in soccorso il software Convert LIT, liberamente scaricabile all’indirizzo. E’ possibile fare tutto tramite riga di comando da shell, ma in questa guida utilizzeremo Wine - emulatore Windows-  per poter usare comodamente Convert LIT da interfaccia grafica come se fossimo sul sistema operativo di casa Redmond.

Se non lo avete ancora installato procuratevi Wine seguendo questi passaggi da riga di comando:

sudo apt-get install wine
poi
sudo apt-get update

Ora scaricate Convert LIT per Windows direttamente da qui. Andate nella cartella dedicata ai programmi Windows sotto Wine, solitamente posizionata su /home/vostronomeutente/.wine/drive_c/Programmi

Una volta lì create la cartella “ConvertLit” ed estraeteci tutti i files dello .zip appena scaricato.

Per convertire i files .Lit che avete nell’Hard Disk cliccate su “LitConverter.exe” assicurandovi ovviamente che lo stia attraverso Wine. Una volta aperto verrete guidati dalle finestre di scelta: dovrete scegliere il vostro file .Lit all’interno dell’Hard Disk e successivamente una cartella di destinazione dentro cui riversare la versione espansa del file.

Converter Lit converte i file nel comodo formato HTML, estraendo tutti gli eventuali link contenuti nell’ebook e tutte le immagini di copertina.

Adesso potete leggere ;)

Per chi volesse avere un file PDF niente di più semplice: basta copia/incollare il testo della pagina HTML dentro OpenOffice e formattarlo a piacimento con i caratteri che preferite e per i più puntigliosi aggiungere le immagini di copertina fronte e retro. Infine esportate tutto in PDF.

Buona lettura

Allo psicodramma IPhone preferisco l’open source

16 Luglio, 2008

FreeRunner, OpenMoko

FreeRunner, OpenMoko

In questi giorni l’ambito tecnologico e telefonia è coperto in maniera tanto pressante quanto fastidiosa dal nuovo IPhone di casa Apple. Un prodotto importante più dal lato pubblicitario che dall’utilità effettiva dell’oggetto in sè.

In contemporanea al blasonato Iphone esce però una valida alternativa open-source, FreeRunner di casa OpenMoko. Ne parla Nicola Bruno sul Corriere per cui riprendo da lì alcune interessanti caratteristiche del gioiellino open-source:

supporta la rete 3G, il collegamento Wi-Fi e il GPS; il display è sensibile al tocco e abbastanza grande per navigare senza torturare gli occhi; la memoria può essere espansa a proprio piacimento attraverso le schede SD.

Il tutto ovviamente con i vantaggi della comunità open-source: poter quindi attingere ad una vastità di software dedicati e creati anche da terze parti, integrazione con tutti i sistemi fino ad arrivare al design aperto. Tutt’altra filosofia di quella che c’è alle spalle dei soliti sistemi proprietari, chiusi ed autocelebrativi di casa Apple. Che a guardare bene non è poi così diversa dall’odiata Microsoft, ça va sans dire.

La possibilità di acquisto può avvenire solamente online ed ovviamente la disponibilità di prodotti è di molto ridotta al confronto con il mela-telefono. Il prezzo? 320 euro e la possibilità di utilizzare Sim e tariffe telefoniche senza sottostare alle imposizioni portate avanti da Apple ed i nostri gestori telefonici in odore di cartello.

Dovessi spendere soldi per un telefono ultra tecnologico, beh, si è già capito verso quale settore mi dirigerei.

1984: lo spot Apple che introdusse il Personal Computer (Macintosh)

22 Giugno, 2008

“For Today, we celebrate the first glorious anniversary of the Information Purification Directives. We have created, for the first time in all history, a garden of pure ideology. Where each worker may bloom secure from the pests of contradictory and confusing truths. Our Unification of Thoughts is more powerful a weapon than any fleet or army on earth. We are one people, with one will, one resolve, one cause. Our enemies shall talk themselves to death and we will bury them with their own confusion. We shall prevail!”

On January 24th, Apple Computer will introduce Macintosh.
And you’ll see why 1984 won’t be like “1984.

Google Books: anteprime, download e condivisioni

3 Maggio, 2008

Google Books come facilmente immaginabile consente la ricerca di libri e di testo contenuto in essi. Da un po’ di tempo è perfino disponibile la visualizzazione online delle anteprime, si possono leggere alcune pagine selezionate tramite un comodo lettore in stile slideshow tra cui copertine, indici e molti contenuti.

Altri libri che hanno perso invece i diritti d’autore - 70 anni, come da normativa - possono essere letti in versione integrale o comodamente scaricati in PDF. Prendiamo ad esempio i Promessi Sposi di Manzoni. Nella pagina oltre a leggere l’intero testo direttamente online con eventuali illustrazioni, si può accedere alle informazioni sul libro, la lettura in formato HTML o solo testo, una selezione dei brani più popolari e la possibilità di acquistarlo tramite i circuiti online. Un archivio imponente e multilingua.

Da non molto, oltretutto, è stata attivata l’opzione MyLibrary un tool che consente la creazione di una biblioteca personalizzata con un solo click, per ritrovare i testi ricercati con facilità e condividerli con la comunità. Magari aggiungendo la propria recensione o commento.

Chissà se questa possibilità non dia lo stimolo ai giovani più pigri che tra un MySpace o un Flickr magari daranno una letta a qualche pagina, comodamente seduti a casa.

I pubblicitari mentono?

19 Aprile, 2008

Ho letto oggi un articolo de La Stampa, nella rubrica “Diritto di Cronaca” curata da Flavia Amabile, intitolato “Noi pubblicitari mentiamo” che potrebbe essere una sorta di “Tutta la verità sui pubblicitari che nessuno vi ha mai raccontato”.

Oltre ad alcuni dati sulle fortissime sanzioni che il mondo pubblicitario (o una parte di esso) ha subìto in questi ultimi anni - multe e violazioni delle normative da far impallidire - viene riportato un pezzo di “vita pubblicitaria” curato da Valentina Maran scrittrice e copywriter senza peli sulla lingua. Ho letto con estrema attenzione il post consigliato nella rubrica intitolato “La verità, vi prego, sulla pubblicità.” che mi sono ritrovato a condividere molto più di quanto pensassi.

Ho sempre studiato e letto con occhio estremamente critico la pubblicità - principalmente televisiva - e ritrovandomi ora a studiarla dall’interno posso soltanto provare a comprenderne anche i meccanismi più sottili. Se voglio dare un senso al sudore ed i sacrifici di questi anni lontanissimi da casa non posso di certo negarmi la possibilità che volente o nolente potrò far parte anche io di questo mondo che da una parte mi attira, ma dall’altro mi repelle.
Credo succeda - almeno una volta - a tutti coloro che si trovano a maneggiare messaggi che verranno poi consegnati ad un pubblico di media/vasta scala, perlomeno a coloro che sanno il significato di etica e dignità senza doverlo andare ad estrarre dal Garzanti.

Quanto ci inganna la pubblicità? Più di quanto immaginiamo. Solo nei primi sei mesi del 2007 dal Garante per la Concorrenza sono arrivati 2,18 milioni di multe, portando a 7,729 milioni il totale delle sanzioni degli ultimi due anni (344 le violazioni riscontrate dal 2005 tra i 385 casi di pubblicità ingannevole esaminati).”

Sono i dati estratti riportati da Flavia Amabile e tratti dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Dati che mi fanno venire il voltastomaco e che potrebbero tranquillamente venire accostati a fenomeni di delinquenza di massa.

Non è questo il mondo in cui voglio vivere. Non è questo il mondo che voglio far vivere.

Chi comunica, soprattutto chi deve persuadere, ha delle responsabilità che non ho intenzione di prendere alla leggera.
Se si dovesse scendere a compromessi contro le mie convinzioni personali- come per la politica - farò un passo indietro per cambiare strada. Per cambiare quel tipo di sistema bisogna entrarci dentro e smantellarlo pezzo per pezzo, ma bisogna volerlo.

MyPage.it: Web 2.0 per bambini

8 Aprile, 2008

MyPage.it è un nuovo servizio 2.0 interamente dedicato ai bambini. Di seguito pubblico il comunicato stampa:

È stato presentato in anteprima assoluta alla Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna www.mypage.it, il primo sito web 2.0 italiano pensato e sviluppato per i bambini e le bambine dai 5 anni in su. Grazie agli strumenti offerti da mypage.it i piccoli utenti potranno costruire direttamente online la loro pagina web in modo originale, intuitivo e divertente. Lo spazio degli utenti potrà essere aggiornato e modificato costantemente, dando così vita a un gioco che si rinnova continuamente. Le pagine degli utenti possono essere completamente personalizzate ed arricchite usando i kidget, i giocattoli digitali che compongono le pagine di mypage.it.

Grazie ad una nutrita libreria di kidget i bambini possono creare e rendere personali le proprie pagine web su mypage.it, inserendo contenuti pronti o prodotti autonomamente. La libreria dei kidget è in costante crescita ed offre una vasta gamma di attività tra cui: disegnare, colorare, inventare storie e fumetti, giocare, guardare video, scoprire curiosità su miti, animali, arte, scienza e tutto quello che affascina e incuriosisce l’attenzione dei bambini. Attraverso la creazione delle pagine e la scelta dei kidget, i piccoli possono così raccontare le loro passioni o i loro interessi: dallo sport alla natura, dalla moda alla musica.
Viene quindi stimolato un approccio attivo e creativo nei confronti delle nuove tecnologie ed allo stesso tempo si forniscono ai bambini le basi per diventare utenti di internet attenti e critici. L’interfaccia di mypage.it ed i contenuti offerti sono stati pensati appositamente per i bambini, che possono così cominciare a scoprire le opportunità offerte da internet nel modo più semplice, immediato e sicuro.
mypage.it offre ai genitori un sito innovativo e con contenuti di qualità nel quale i propri figli possono muovere i primi passi nel web. mypage.it garantisce la sicurezza dei piccoli utenti attraverso una serie di sofisticati strumenti di controllo e monitoraggio. Grazie ad un apposito pannello di gestione ad accesso riservato è possibile, per ciascun genitore, tra le altre cose: rendere completamente “invisibile” la partecipazione dei propri figli ad altri utenti mypage, monitorare le attività dei piccoli utenti sul sito, abilitare o disabilitare privilegi o funzionalità, limitare la permanenza sul sito a certi orari. Inoltre, per una maggior tutela dei suoi piccoli utenti, mypage.it non offre alcuno strumento di contatto diretto tra gli utilizzatori del sito e non viene richiesta nessuna informazione sensibile né in fase di registrazione né in un secondo momento.

mypage.it include kidsearch una completa directory di oltre 2000 siti web per bambini visitati ed approvati dal team di mypage.it. mypage.it verrà rilasciato in tre lingue (italiano, inglese e francese) ed è un prodotto “made in Italy”, sviluppato da un gruppo di lavoro che da oltre 10 anni si occupa dello sviluppo di prodotti multimediali e software per l’infanzia: “Dopo molti mesi di lavoro siamo lieti di annunciare www.mypage.it, un prodotto nato con l’idea precisa di dare ai bambini una soluzione web che permetta loro di utilizzare internet in modo innovativo, interattivo e divertente”, ha dichiarato Giuseppe D’Arpino, Amministratore Delegato di mypage.it srl. mypage.it è completamente gratuito e sarà online entro fine maggio 2008.
Per chi volesse saperne di più sarà attivato nelle prossime settimane un programma di “private beta”, accessibile su invito. Per iscriversi alla versione beta o ricevere maggiori informazioni in anteprima su mypage.it è sufficiente visitare la pagina a questo indirizzo: http://www.mypage.it/infosignup.”

Installare Photoshop 7.0 su Ubuntu Gutsy (senza installer)

4 Aprile, 2008

Sulla mia macchina utilizzo prevalentemente la distribuzione Ubuntu Linux (versione Gutsy 8.04), ma ho mantenuto ugualmente una partizione con Windows Xp per qualsiasi evenienza.

Tra i software che più mi mancavano su Ubuntu c’era senz’altro Photoshop. A mio parere The Gimp, se pur ottimo come software grafico, non riesce ad eguagliare quello di casa Adobe (perlomeno per le mie competenze in materia grafica).
Facendola breve: mi serviva Photoshop anche su Ubuntu, non avevo l’installer ma avevo un’installazione di Photoshop 7.0 sulla partizione Windows XP.

Ecco i passi seguiti se avete Photoshop installato su Windows (altrimenti procuratevi una copia del programma ed installatelo).
1. Da Windows copiare la cartella di Photoshop in una partizione condivisa sia da XP che da Ubuntu (oppure su una penna USB se non avete partizioni condivise). La cartella solitamente si trova sotto C:\Programmi\Adobe\

2. Poi sempre su Windows fate Start -> Esegui -> regedit e posizionatevi sulla chiave [HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Adobe\Photoshop] ed esportatela (registro > esporta) rinominandola come volete (photoshop.reg ad esempio). Il file photoshop.reg spostatelo sulla partizione condivisa (o sulla penna USB).

3. Riavviate Ubuntu. Avrete bisogno di Wine (emulatore di programmi Windows su sistemi Unix), se non lo avete installato aprite un terminale e digitate:
sudo apt-get install wine
poi
sudo apt-get update
altrimenti proseguite

4. Ora incollate la cartella di Photoshop copiata in precedenza in /home/vostronome/.wine/drive_c/Programmi . Copiate il file photoshop.reg in una qualsiasi cartella di ubuntu (consiglio la vostra cartella di home).

5. Da terminale cambiate la codifica del file photoshop.reg sopraindicato digitando da terminale:
recode ucs-2..utf-8 nomechiave.reg

6. Importate la chiave codificata con il comando da terminale:
wine regedit nomechiave.reg

7. Createvi per vostra comodità un Launcher da Desktop per avviare Photoshop: tasto destro sul desktop > crea lanciatore, come nome inserite Photoshop e come comando wine “/home/vostronome/.wine/drive_c/Programmi/Adobe/Photoshop 7.0/Photoshop.exe”

Se tutto è andato bene il vostro Photoshop è pienamente funzionante già da subito. Se avete molti effetti attivati sul vostro desktop potreste avere dei problemi nella visualizzazione delle finestre degli strumenti.

Nota: questa procedura è stata fatta su Photoshop 7.0, ma è identica anche per tutte le altre versioni dalla 6.0 in su dato che Wine adesso supporta anche Photoshop CS.

Nota 2: se avete anche Illustrator installato su Windows e volete utilizzarlo su Ubuntu basta copiare la cartella del programma da windows nella solita cartella di Wine. Non c’è bisogno di importare i file di registro, sarà attivo da subito.

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