Open Source e trasparenza contro i costi

Il 18 Settembre i deputati Radicali Sergio D’Elia, Maurizio Turco, Marco Beltrandi, Bruno Mellano, Donatella Poretti, Lanfranco Turci (Rosa nel pugno) e Roberto Poletti (Verdi) hanno presentato alla Camera una serie di proposte rivolte al risparmio, alla trasparenza ed all’innovazione tecnologica degli apparati burocratici.

Una breve sintesi delle proposte, che nella loro semplicità e quasi ovvietà sembrano invece degli ostacoli insormontabili per la burocrazia dei nostri palazzi della politica.

Trasparenza

Obbligatorietà della documentazione delle spese di rimborso: i deputati godono di un rimborso forfettario di 4.190 euro al mese per tenere “il rapporto tra eletto ed elettori”. Che non significa una mazza. Per questo rimborso i deputati non hanno bisogno di portare alcuna ricevuta, la prova della spesa sostenuta. Altrimenti niente rimborso.

Stesso discorso vale per la voce “Rimborso spese per il trasferimento dal luogo di residenza all’areoporto più vicino e tra l’aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio” per cui i deputati prendono 3.323,70 euro fino a 100 km di distanza e 3.995,10 euro sopra i 100 km. Anche per questa l’obbligo di presentare ricevuta.

Rivedere il regolamento delle cosiddette “missioni”: quelle che in realtà sono assenze giustificate, vengono invece fatte passare per missioni. Ogni giornata di “missione” il deputato prende 206,58, proprio come fosse presente. Queste verrebbero invece detratte dalla diaria se l’assenza fosse ingiustificata.

Riconoscimento biometrico delle impronte digitali per evitare i “pianisti” ossia coloro che votano, illegalmente, anche per gli altri colleghi. Qui, oltre alla condotta illegale e deprecabile, i costi sono quelli esposti al punto prima: chi è assente prende comunque la diaria, risultando presente grazie all’amico “pianista”.

Adeguamento ai formati standard, liberi e aperti (XML) per la pubblicazione di tutti gli atti pronunciati dalla Camera. Sostituzione dei PDF con XML.

Risparmio

Ogni anno vengono spesi “8 milioni e 700mila euro per la stampa degli atti parlamentari”, quindi si chiede di pubblicare gli atti direttamente on-line e stamparli soltanto a richiesta.

Basta privilegi per i deputati cessati dal mandato, partendo innanzitutto dai viaggi gratuiti su autostrade, ferrovie, aerei e navisul territorio nazionale.

Passaggio a software Open Source a tutte le macchine informatiche dei deputati, dei gruppi parlamentari e dell’amministrazione della Camera.

Utilizzo del sistema VoiceIp su tutte le linee telefoniche della Camera.

Sostituzione delle lampadine ad alto consumo con quelle a basso consumo.

Riciclo della carta (!) in tutti i palazzi della Camera dei deputati.

Una proposta di cui non ci dovrebbe essere il bisogno.
Ed invece non la prenderanno neanche in considerazione.

UPDATE:
nel frattempo il bilancio della Camera per il 2007 è stato approvato, con un costo calcolato di 1 miliardo e mezzo di euro circa. E con un consuntivo a dir poco imbarazzante.
4.363.498,56 per la generica voce “Noleggi” e per il 2007 ne sono preventivati 5.495.000,00. Così, cogliendo fior da fiore.

Fonti:
[1] - [2] - [3]

Pubblicato anche su terzoocchio.org

Web 2.0 : una definizione di base

Il termine “Web 2.0” venne coniato da Dale Dougherty (general manager della divisione Maker Media di O’Reilly Media, Inc.) e Craig Cline (di Media Live International) durante la preparazione di una conferenza che avrebbero dovuto tenere congiuntamente. In particolare Dougherty sostenne che il mondo del Web si trovava nel bel mezzo di un periodo di rinascimento caratterizzato da un cambiamento delle regole e da un’evoluzione dei modelli di business. Dougherty non si limitò a questo, ma diede anche degli esempi concreti di applicazioni che, a suo giudizio, risultavano essere esemplificative del concetto di “Web
2.0”, come Google AdSense o ancora Flickr. Esempi questi che, ad oggi, vengono ancora considerati come ottime espressioni del “Web 2.0”. Fu così che O’Reilly Media e Media Live International, credendo profondamente nel concetto di “Web 2.0”, decisero di dar vita alla “Web 2.0 Conference” la cui prima edizione si tenne nell’ottobre del 2004, proseguendo negli anni a seguire. Ma cosa significa oggi?

“Web 2.0” ad oggi è un termine che simboleggia un nuovo modo di guardare ad Internet, una nuova filosofia che si sta affermando da qualche anno a questa parte. Non è un nuovo Web sostitutivo dell’attuale, ma la visione dinamica di dove stia andando l’attuale rete mondiale.
Dunque non è di certo un software specifico, né un servizio, né un’architettura, né uno standard, né tanto meno un marchio registrato da una qualche azienda. E’ possibile individuare nel concetto di “Web 2.0” un insieme di approcci, più o meno nuovi, per usare la rete in modo nuovo ed innovativo. In sé e per sé può non essere considerato nulla di così fortemente innovativo, ma è composto da tanti elementi diversi più o meno nuovi.

In un certo senso “Web 2.0” è più che altro una sorta di slogan facile da ricordare ed in grado di attestarsi nelle menti dei nuovi utenti, ma
soprattutto sviluppatori, del Web attuale.

Scrive Tim O’Reilly :

“il Web 2.0 è la rete intesa come piattaforma, che abbraccia e si estende su tutti i sistemi ad essa connessi; le applicazioni Web 2.0 sono quelle che riescono a sfruttare i vantaggi di una tale piattaforma: offrendo software come un servizio sempre aggiornato che migliora all’aumentare del numero di persone che lo usano (anche detto network effect), utilizzando e rimescolando i dati provenienti da sorgenti diverse, offrendo i propri dati in una forma che ne permetta un facile riutilizzo da parte degli altri, creando network effects attraverso una architettura della partecipazione, andando oltre la metafora della pagina tipica del Web 1.0 in modo tale da offrire agli utenti una esperienza di utilizzo realmente ricca”.

Partecipazione, piattaforma, esperienze di utilizzo più ricche. E’ questo il succo del Web 2.0.

Brano tratto dalla tesi di laurea intitolata “AJAX e Web 2.0 : progettazione e sviluppo di applicazioni di ultima generazione per la modifica di pagine web collegate a database”