Allo psicodramma IPhone preferisco l’open source

FreeRunner, OpenMoko
In questi giorni l’ambito tecnologico e telefonia è coperto in maniera tanto pressante quanto fastidiosa dal nuovo IPhone di casa Apple. Un prodotto importante più dal lato pubblicitario che dall’utilità effettiva dell’oggetto in sè.
In contemporanea al blasonato Iphone esce però una valida alternativa open-source, FreeRunner di casa OpenMoko. Ne parla Nicola Bruno sul Corriere per cui riprendo da lì alcune interessanti caratteristiche del gioiellino open-source:
supporta la rete 3G, il collegamento Wi-Fi e il GPS; il display è sensibile al tocco e abbastanza grande per navigare senza torturare gli occhi; la memoria può essere espansa a proprio piacimento attraverso le schede SD.
Il tutto ovviamente con i vantaggi della comunità open-source: poter quindi attingere ad una vastità di software dedicati e creati anche da terze parti, integrazione con tutti i sistemi fino ad arrivare al design aperto. Tutt’altra filosofia di quella che c’è alle spalle dei soliti sistemi proprietari, chiusi ed autocelebrativi di casa Apple. Che a guardare bene non è poi così diversa dall’odiata Microsoft, ça va sans dire.
La possibilità di acquisto può avvenire solamente online ed ovviamente la disponibilità di prodotti è di molto ridotta al confronto con il mela-telefono. Il prezzo? 320 euro e la possibilità di utilizzare Sim e tariffe telefoniche senza sottostare alle imposizioni portate avanti da Apple ed i nostri gestori telefonici in odore di cartello.
Dovessi spendere soldi per un telefono ultra tecnologico, beh, si è già capito verso quale settore mi dirigerei.
Installare Photoshop 7.0 su Ubuntu Gutsy (senza installer)
Sulla mia macchina utilizzo prevalentemente la distribuzione Ubuntu Linux (versione Gutsy 8.04), ma ho mantenuto ugualmente una partizione con Windows Xp per qualsiasi evenienza.
Tra i software che più mi mancavano su Ubuntu c’era senz’altro Photoshop. A mio parere The Gimp, se pur ottimo come software grafico, non riesce ad eguagliare quello di casa Adobe (perlomeno per le mie competenze in materia grafica).
Facendola breve: mi serviva Photoshop anche su Ubuntu, non avevo l’installer ma avevo un’installazione di Photoshop 7.0 sulla partizione Windows XP.
Ecco i passi seguiti se avete Photoshop installato su Windows (altrimenti procuratevi una copia del programma ed installatelo).
1. Da Windows copiare la cartella di Photoshop in una partizione condivisa sia da XP che da Ubuntu (oppure su una penna USB se non avete partizioni condivise). La cartella solitamente si trova sotto C:\Programmi\Adobe\
2. Poi sempre su Windows fate Start -> Esegui -> regedit e posizionatevi sulla chiave [HKEY_LOCAL_MACHINE\SOFTWARE\Adobe\Photoshop] ed esportatela (registro > esporta) rinominandola come volete (photoshop.reg ad esempio). Il file photoshop.reg spostatelo sulla partizione condivisa (o sulla penna USB).
3. Riavviate Ubuntu. Avrete bisogno di Wine (emulatore di programmi Windows su sistemi Unix), se non lo avete installato aprite un terminale e digitate:
sudo apt-get install wine
poi
sudo apt-get update
altrimenti proseguite
4. Ora incollate la cartella di Photoshop copiata in precedenza in /home/vostronome/.wine/drive_c/Programmi . Copiate il file photoshop.reg in una qualsiasi cartella di ubuntu (consiglio la vostra cartella di home).
5. Da terminale cambiate la codifica del file photoshop.reg sopraindicato digitando da terminale:
recode ucs-2..utf-8 nomechiave.reg
6. Importate la chiave codificata con il comando da terminale:
wine regedit nomechiave.reg
7. Createvi per vostra comodità un Launcher da Desktop per avviare Photoshop: tasto destro sul desktop > crea lanciatore, come nome inserite Photoshop e come comando wine “/home/vostronome/.wine/drive_c/Programmi/Adobe/Photoshop 7.0/Photoshop.exe”
Se tutto è andato bene il vostro Photoshop è pienamente funzionante già da subito. Se avete molti effetti attivati sul vostro desktop potreste avere dei problemi nella visualizzazione delle finestre degli strumenti.
Nota: questa procedura è stata fatta su Photoshop 7.0, ma è identica anche per tutte le altre versioni dalla 6.0 in su dato che Wine adesso supporta anche Photoshop CS.
Nota 2: se avete anche Illustrator installato su Windows e volete utilizzarlo su Ubuntu basta copiare la cartella del programma da windows nella solita cartella di Wine. Non c’è bisogno di importare i file di registro, sarà attivo da subito.
Open Source e trasparenza contro i costi
Il 18 Settembre i deputati Radicali Sergio D’Elia, Maurizio Turco, Marco Beltrandi, Bruno Mellano, Donatella Poretti, Lanfranco Turci (Rosa nel pugno) e Roberto Poletti (Verdi) hanno presentato alla Camera una serie di proposte rivolte al risparmio, alla trasparenza ed all’innovazione tecnologica degli apparati burocratici.
Una breve sintesi delle proposte, che nella loro semplicità e quasi ovvietà sembrano invece degli ostacoli insormontabili per la burocrazia dei nostri palazzi della politica.
Trasparenza
Obbligatorietà della documentazione delle spese di rimborso: i deputati godono di un rimborso forfettario di 4.190 euro al mese per tenere “il rapporto tra eletto ed elettori”. Che non significa una mazza. Per questo rimborso i deputati non hanno bisogno di portare alcuna ricevuta, la prova della spesa sostenuta. Altrimenti niente rimborso.
Stesso discorso vale per la voce “Rimborso spese per il trasferimento dal luogo di residenza all’areoporto più vicino e tra l’aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio” per cui i deputati prendono 3.323,70 euro fino a 100 km di distanza e 3.995,10 euro sopra i 100 km. Anche per questa l’obbligo di presentare ricevuta.
Rivedere il regolamento delle cosiddette “missioni”: quelle che in realtà sono assenze giustificate, vengono invece fatte passare per missioni. Ogni giornata di “missione” il deputato prende 206,58, proprio come fosse presente. Queste verrebbero invece detratte dalla diaria se l’assenza fosse ingiustificata.
Riconoscimento biometrico delle impronte digitali per evitare i “pianisti” ossia coloro che votano, illegalmente, anche per gli altri colleghi. Qui, oltre alla condotta illegale e deprecabile, i costi sono quelli esposti al punto prima: chi è assente prende comunque la diaria, risultando presente grazie all’amico “pianista”.
Adeguamento ai formati standard, liberi e aperti (XML) per la pubblicazione di tutti gli atti pronunciati dalla Camera. Sostituzione dei PDF con XML.
Risparmio
Ogni anno vengono spesi “8 milioni e 700mila euro per la stampa degli atti parlamentari”, quindi si chiede di pubblicare gli atti direttamente on-line e stamparli soltanto a richiesta.
Basta privilegi per i deputati cessati dal mandato, partendo innanzitutto dai viaggi gratuiti su autostrade, ferrovie, aerei e navisul territorio nazionale.
Passaggio a software Open Source a tutte le macchine informatiche dei deputati, dei gruppi parlamentari e dell’amministrazione della Camera.
Utilizzo del sistema VoiceIp su tutte le linee telefoniche della Camera.
Sostituzione delle lampadine ad alto consumo con quelle a basso consumo.
Riciclo della carta (!) in tutti i palazzi della Camera dei deputati.
Una proposta di cui non ci dovrebbe essere il bisogno.
Ed invece non la prenderanno neanche in considerazione.
UPDATE:
nel frattempo il bilancio della Camera per il 2007 è stato approvato, con un costo calcolato di 1 miliardo e mezzo di euro circa. E con un consuntivo a dir poco imbarazzante.
4.363.498,56 per la generica voce “Noleggi” e per il 2007 ne sono preventivati 5.495.000,00. Così, cogliendo fior da fiore.
Pubblicato anche su terzoocchio.org















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